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Marsala



Marsala (Maissala nel dialetto locale) è un comune italiano di 83.071 abitanti. È il primo comune della provincia di Trapani, il quinto della Sicilia per popolazione e il sessantacinquesimo per popolazione in Italia.
Situata sul Capo Boeo della Trinacria, è famosa per lo sbarco di Garibaldi e dei Mille dell'11 maggio 1860 e per la produzione dell'omonimo vino Marsala, per cui, dal 1987, è Città del Vino. Sorge sulle rovine delle antiche città puniche di Lilibeo (Lilibeum in latino), dal cui nome deriva l'appellativo di lilibetani (oltre a quello di marsalesi) per i suoi abitanti e di Mozia, situata all'interno della Riserva Naturale Regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala.
Cicerone vi fu questore tra il 76 e il 75 a.C. e celebre fu la sua frase dedicata alla città: "Splendidas civitas Lilibetana" (Splendida città lilibetana). Nelle acque del suo mare, nel 241 a.C., si sono combattute le Guerre Puniche, di cui conserva la Nave Punica di Marsala nel Museo Regionale Lilibeo (ex Baglio Anselmi). Nel suo porto nel 1860 sbarcò Garibaldi con i suoi Mille.

Territorio

Sorge su capo Boeo, punta occidentale della Trinacria. Si affaccia davanti Favignana, con le altre Isole Egadi poco più distanti.
Vanta un territorio molto vasto, su cui insistono due grandi litorali marini geograficamente opposti.
Il Litorale Nord, che a partire dagli Hangar Nervi forma la Laguna delle Isole dello Stagnone di Marsala, con al suo interno Mozia, i mulini e le Saline di Marsala, figlie dell'alta percentuale di sale presente nelle acque, meta turistica e di grande interesse paesaggistico. La Laguna si chiude a Birgi, antica borgata marinara della città, sede dell'omonimo fiume e dell'Aeroporto di Trapani-Birgi.
Il Litorale Nord; l'Isola Lunga, o Isola Grande, ha avuto funzione di "barriera di protezione" di Mozia, situata al centro della Laguna.
Il Litorale Sud, di formazione sabbiosa, bagnato dal Mar Mediterraneo, è la meta di villeggiatura preferita dal turismo balneare, grazie alla lunga costa sabbiosa, dotata di apposite strutture ricettive e spiagge libere, e dove nell'immediato entroterra scorre il fiume Sossio, all'interno della popolosa area urbana nota come quartiere di Strasatti.
L'Entroterra si sviluppa intorno alla SS 188, in direzione Salemi, fino ad un limite metropolitano posto dall'Ospedale Paolo Borsellino. Uno scorrimento veloce interno collega l'Ospedale al Litorale Sud e all'Aeroporto di Birgi, e quindi alla zona nord della città. Nell'entroterra Centro-Sud, meno pianeggiante, scorre il fiume Sossio. Fino alla fine degli anni 1970 contava all'interno del suo territorio, anche la frazione di Petrosino (che poi con un referendum della popolazione deciderà di diventare un comune autonomo), raggiungendo quasi 95.000 abitanti.


Fossato punico difensivo originario


Storia
Fossato punico difensivo originario
Dalla fondazione alla dominazione romana[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lilibeo.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Mozia.
Nel 397 a.C. la colonia fenicia di Mozia, fiorita 8 secoli prima di Cristo sull'isola di San Pantaleo, all'interno della Riserva Naturale Regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, fu invasa e distrutta dal tiranno di Siracusa Dionisio I.
I superstiti si rifugiarono sulla costa siciliana e potenziarono l'insediamento costiero a cui diedero il nome di Lylibeo, ossia "la città che guarda la Lybia", perché, appunto, Lybia veniva chiamata allora tutta la costa settentrionale dell'Africa. Alcune credenze popolari locali molto antiche, collegano il nome di Lilibeo ad una Principessa, figlia di un sovrano di Mozia.
Lylibeo passò in mano ai romani nel 241 a.C. per divenire uno dei centri più importanti del Mediterraneo: nucleo di scambi e commerci, sede del pretore e del questore, fu arricchita di ville ed edifici pubblici, tanto da meritarsi l'appellativo di splendidissima urbs datole da Cicerone, questore tra il 76 e il 75 a.C. Durante la guerra con i Romani, passarono alla storia diversi assedi e battaglie, passate alla storia con il nome di Assedio di Lilibeo.

Dagli arabi agli spagnoli
Devastata dai Vandali all'inizio del V secolo d.C., fu annessa nel VI all'impero di Giustiniano e visse secoli bui, segnati dal disinteresse di Bisanzio e dalle incursioni dei pirati. L'arrivo nell'VIII secolo degli arabo-berberi sotto il contiguo monte Granitola segnò anche la ripresa dei traffici commerciali e l'inizio della rinascita della città, che fu chiamata Marsa ʿAlī "Porto di ʿAlī" o, forse, Marsa ʿāliyy, "Porto Grande", data la grandezza dell'antico porto, sito presso Punta d'Alga, o anche Marsa Allāh, cioè "porto di Dio", donde poi il nome attuale. La crescita economica e demografica portò ad un importante sviluppo urbanistico, improntato al modello arabo. A partire dalla fine dell'XI secolo si susseguirono le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese. Sotto la dominazione della casa spagnola, Marsala poté godere di un periodo di sviluppo e benessere, grazie al porto e alla coltivazione del fertile entroterra. La città visse una nuova fase di espansione e divenne una delle più importanti piazzeforti siciliane. Ma l'interramento del grande porto di Punta d'Alga, disposta nel 1575 dall'imperatore Carlo V per fermare le incursioni saracene, segnò la fine di questa fioritura[senza fonte].

Dal Settecento ai giorni nostri

Da questo momento bisogna aspettare due secoli per avere un'altra svolta nella storia della città. Alla fine del Settecento, fu ancora una volta un arrivo dal mare a cambiarne le sorti: l'approdo dell'inglese John Woodhouse che "inventò" il vino marsala. Il Woodhouse, infatti, ritenne di qualità eccellente il vino prodotto dai contadini locali, definito "in perpetuum", visto l'uso di rabboccare le botti in via di svuotamento con vino nuovo, sì da mantenerne inalterati i livelli. Caratterizzato da una naturale alta gradazione alcolica, il vino marsalese non era però adatto al trasporto: per ovviare al problema Woodhouse sperimentò con successo l'aggiunta di alcol di buona gradazione nel vino, garantendone in questo modo la stabilità. Egli ne avviò, quindi, l'esportazione annoverando in seguito, tra i suoi più illustri clienti, l'ammiraglio Nelson e la flotta britannica. Il vino così "inventato" da John Woodhouse fu quindi in grado di affrontare vittoriosamente, specialmente nella variante secca, il confronto col Madera e col Porto, ampiamente popolari tra i sudditi di Sua Maestà. Si deve ai Woodhouse l'esplosione dell'economia marsalese e la messa in opera con propri fondi di numerose opere infrastrutturali, tra cui il nuovo porto di Margitello, l'attuale porto di Marsala.

Monumento ai caduti, posto sul punto ove molti marsalesi persero la vita durante i bombardamenti alleati del maggio 1943
A seguito della nascita del Regno delle Due Sicilie, con una legge varata l'11 ottobre 1817, re Ferdinando I la inserisce nella Provincia di Trapani.

L'11 maggio 1860 avvenne lo sbarco di Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille che da qui iniziò l'unificazione d'Italia. A seguito della nuova riorganizzazione in province del regno, verrà reinserita nella nuova Provincia di Trapani.

L'11 maggio 1943 un bombardamento alleato sul centro abitato causò numerose vittime tra i civili e sfregiò perennemente il centro storico barocco della città. L'edizione del 13 maggio 1943 del New York Times riportò l'avvenimento con il titolo "Marsala Wiped Off the Map" (Marsala cancellata dalle mappe).[4] Proprio per il sacrificio di numerose vite umane a Marsala è valsa la medaglia d'oro al valor civile.[senza fonte]

 
 
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