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Pachino



Pachino (Bachinu o Pachinu in siciliano) è un comune italiano di 22 184 abitanti della provincia di Siracusa in Sicilia.
Pachino è la città che ospita la coltivazione IGP del pomodoro ciliegino detto, appunto, Pachino.

Territorio

Pachino è situata nell'estremo sud est della Sicilia, a 51 chilometri da Siracusa. I comuni limitrofi sono: Noto a nord, Portopalo di Capo Passero a sud e Ispica a ovest.

Le spiagge

Le spiagge del territorio di Pachino modellano la costa per un totale di 8 chilometri. Le più conosciute sono quelle di Lido, Cavettone e Morghella sulla costa ionica (a partire da Marzamemi verso sud), mentre sulla costa mediterranea ci sono quella di Cuffara (conosciuta anche come Carratois), Costa dell'Ambra, in zona Contrada Concerie, Scarpitta, Chiappa e Raneddi (Granelli), fino al porto Ulisse. Il mare, limpido e di un intenso azzurro sulla costa ionica, anche in considerazione dei fondali, è invece di colore verde smeraldo sulla costa mediterranea; ricco di fauna ittica, è assai pescoso, il che rende la zona un importante riferimento commerciale, soprattutto per il mercato ittico catanese. La ristorazione a base di pesce e il mare assai pulito fanno della zona di Pachino un luogo turistico molto apprezzato, con un flusso di stanziali e di turisti piuttosto rilevante, anche considerando l'interesse dei surfisti per una zona che, con le sue correnti ventose, si rivela particolarmente adatta alla pratica sportiva del windsurf.

Clima

Posta a 65 metri sul livello del mare, nella parte sud-orientale della provincia di Siracusa, a cavallo del mar Mediterraneo e dello Ionio, Pachino ha un clima mite in primavera e in autunno, fresco d'inverno ed un clima caldo in estate. La città è spesso ventilata. Le precipitazioni sono concentrate soprattutto alla fine dell'autunno e all'inizio dell'inverno. La neve è un fenomeno assai raro. Gli eventi più significativi risalgono al febbraio 1929, al febbraio 1956 e al primo gennaio 2015. In quest'ultimo la neve raggiunse i 25 centimetri.

Origini del nome

Il nome deriverebbe dal fenicio pachum, che significa "guardia". Secondo il Fazello, l'origine deriverebbe invece dal greco antico pachys, che significa "abbondante", "fertile". Esistono altre teorie che ne fanno risalire il significato a Pachys Oinos, che significa "terra abbondante di vino", oppure, riferendosi all'isola di Capo Passero, a Pacheia Nesos, ovvero "isola dalla larga circonferenza".

Storia



Chiesa Madre SS Crocifisso


Preistoria

Il promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo (più di 70 milioni di anni fa). Pare che il Promontorium Pachyni fosse abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10.000 anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Si tratta di raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi e altri oggetti di uso quotidiano. Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (tra l'8000 e il 1500 a.C.), l'uomo passò a vivere nelle grotte (una delle più note di questa zona è quella di Calafarina). Successivamente, nell'età del ferro, del rame e del bronzo, fino all'arrivo dei Siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata "Cugni di Calafarina". Qui nacquero villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati.

Antichità

« ...Meglio è con lungo indugio e lunga volta
girar Pachino e la Trinacria tutta,
che, non ch'altro, veder quell'antro orrendo,
sentir quegli urli spaventosi e fieri
di quei cerulei suoi rabbiosi cani...
...Rademmo di Pachino i sassi alpestri,
scoprimmo Camarina, e 'l fato udimmo,
che mal per lei fôra il suo stagno asciutto... »
(Virgilio, Eneide, III-1095)
Nel 750 a.C., il territorio di Pachino fu abitato da fenici, punici e greci.
Dal 200 al 400 d.C., a dominare la zona furono i romani, che ne fecero un centro di attività commerciali e di colonizzazione. Con loro si sviluppò notevolmente l'agricoltura, e specialmente la coltivazione della vite e del frumento. Nel periodo ellenistico, furono edificati alcuni templi, di cui uno dedicato ad Apollo Libystino. Ancora oggi rimangono i resti di un tempietto votivo agreste in contrada Cugni, località nella quale furono tracciate le rotaie della via Elorina, tuttora ben visibili sulla roccia. La contrada Cugni, per l'alta concentrazione di resti antichi, risulta essere una sorta di "parco archeologico".

Medioevo

La Torre Xibini
Dopo i romani, arrivarono i Bizantini (dal 300 all'800), quindi gli Arabi (dall'800 al 1090) ed, infine, i Normanni. Gli Arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi ('porto delle colombe'), nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino agli anni cinquanta, introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l'acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l'irrigazione dei campi (tuttora funzionanti), di cui uno alle porte di Marzamemi, detto u puzzu de quattru uocchi, utilizzato nei secoli, anche a livello industriale, da popoli diversi, pirati compresi.
Il declino della città inizia con i Normanni, gli Aragonesi e gli Angioini. In questo periodo furono erette le fortificazioni di Torre Xibini e Torre Fano contro le invasioni piratesche dei Turchi.


Età moderna

Dal 1583 al 1714, nascono in Sicilia un centinaio di nuove terre feudali. In questo periodo si determina un sostanziale cambiamento della geografia dell'agro netino, con la fondazione, nella fascia costiera tra le tonnare di Marzamemi e Capo Passero e dei porti di Portopalo e della Marza, di Pachino e Portopalo.

Palazzo Tasca
La storia dell'attuale Pachino ha inizio quando, nel 1734, gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca e, come tali, aventi su tali feudi il titolo baronale oltre a quello di principi di Giardinelli, decisero di risiedere sul territorio per meglio curare i loro interessi. A tal fine, i fratelli Gaetano e Vincenzo Starrabba chiesero, nel 1758, a Carlo III di Borbone e, successivamente, nel 1760, a Ferdinando IV di Borbone l'autorizzazione a fondare una città (licentia populandi), decreto che fu emesso a Napoli, in data 21 luglio 1760, e che fu reso esecutivo in data 1º dicembre 1760, ottenendo così l'investitura del titolo di Barone della neonato feudo.

Il 10 luglio 1943, nel tratto di costa che va da Licata a Pachino, ebbe inizio con lo sbarco in Sicilia da parte degli Alleati. L'attacco all'Italia fu deciso da americani e britannici durante la Conferenza di Casablanca; la pianificazione e organizzazione vennero affidate al generale Dwight Eisenhower. L'operazione Husky costituì uno dei più grandi sbarchi della seconda guerra mondiale, permise il ritorno in Europa delle potenze anglosassoni e l'attacco alla potenza più debole dell'Asse.

Colonia maltese

Il principe Ferdinando I volle mettere in esecuzione le condizioni del Real Decreto. Invitò perciò i vicini maltesi a popolare il nuovo paese e più di trenta famiglie accettarono l'invito. Le prime famiglie furono: Agius, Azzoppard, Arafam, Bughagiar, Bartolo, Caldies, Cultraro, Bonelli, Cammisuli, Borgh, Cassar Scalia, Boager, Fenech, Ferruggia, Grech, Mizzi, Meilach, Micalef, Mallia, Ongres, Saliba, Sultana, Xueref ed altri.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa Madre SS. Crocifisso: edificata nel 1790 dal marchese Vincenzo Starrabba per la comunità cristiana, si presenta con una semplice struttura comprendente una sola navata con una cappella a destra dell'abside; vi si conservano i resti di Gaetano e Vincenzo Starrabba. Restaurata nel 2010.
Torre Scibini: fatta costruire nel 1494 dal conte Antonio de Xurtino per rimediare alle ruberie del feudo e se necessario, correre in aiuto per le scorrerie dei pirati saraceni[3]
Tonnara di Marzamemi: risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia; nel 1630, venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata
Palazzo e Chiesa della tonnara: edificati nel 1752.
Palazzo Tasca: costruzione ottocentesca, che ospita un suggestivo cortile pavimentato con basole di pietra calcarea.

Siti archeologici



Ingresso della Grotta Calafarina

Siti archeologici

Ingresso della Grotta Calafarina
Grotta Corruggi (paleolitico);
Fosse per la raccolta delle acque piovane (paleolitico);
Grotta del Fico (mesolitico);
Grotta Calafarina (neolitico);
Necropoli (tombe a forno), dolmen e forno (neolitico);
Basamenti di capanne (neolitico);
Tempio greco (basamento per le colonne) (III secolo);
Villaggio romano (III o IV secolo).

 
 
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